Guida alla compilazione del 730 per le spese di ristrutturazione edilizia: codici e importi
La dichiarazione dei redditi (modello 730) rappresenta lo strumento principale attraverso il quale i cittadini italiani possono usufruire delle detrazioni fiscali per le spese di ristrutturazione edilizia. Questa guida fornisce indicazioni pratiche su come compilare correttamente il 730 per beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale italiana nel 2026.
In Italia esistono diverse agevolazioni fiscali per le spese di ristrutturazione. La detrazione più diffusa è quella del 50% per ristrutturazioni edilizie generiche, che consente di detrarre il 50% delle spese sostenute fino a un limite di 96.000 euro per immobile. Esiste inoltre la detrazione del 65% per interventi di riqualificazione energetica, che offre agevolazioni maggiori per lavori che migliorano l'efficienza energetica dell'abitazione. Per interventi antisismici in zone ad alto rischio sismico, è disponibile una detrazione che può arrivare fino all'85%.
Altre agevolazioni significative includono il bonus facciate (90%) per il rifacimento delle facciate esterne e il bonus ristrutturazione per mobili e arredamenti (50%). È fondamentale distinguere tra queste diverse tipologie di interventi, poiché ognuna prevede regole specifiche di compilazione nel 730.
Le spese ammesse per usufruire della detrazione del 50% comprendono principalmente i costi direttamente legati ai lavori di ristrutturazione, quali:
Non rientrano nella detrazione le spese per mobili e arredi (questi hanno una detrazione separata del 50%), le spese di manutenzione ordinaria come tinteggiatura senza ristrutturazione, gli acquisti di materiali non utilizzati durante i lavori e le spese sostenute per operai in nero o non documentate adeguatamente.
Nel modello 730 per il 2026, le spese di ristrutturazione si indicano nella Sezione II (Oneri e detrazioni d'imposta). Precisamente, il Rigo E è destinato alle detrazioni per ristrutturazioni edilizie. Qui occorre indicare l'importo totale dei lavori ammessi a detrazione, seguito dalla percentuale applicabile (50%, 65%, 85% o 90% a seconda della tipologia di intervento).
Se si usufruisce di diverse agevolazioni per lo stesso immobile o per immobili differenti, è necessario compilare righe separate per ogni tipo di detrazione, indicando chiaramente il codice della spesa corrispondente.
L'Agenzia delle Entrate ha assegnato codici specifici per ogni categoria di spesa di ristrutturazione:
È fondamentale inserire il codice corretto corrispondente alla natura prevalente dei lavori eseguiti. Se i lavori riguardano sia riqualificazione energetica che altri interventi, è opportuno suddividere le spese e indicare i codici separatamente.
Per poter inserire le detrazioni nel 730, è essenziale avere a disposizione tutta la documentazione comprovante le spese sostenute. Questa include fatture sia dei professionisti che dei fornitori di materiali, ricevute di pagamento, bonifici bancari tracciati, asseverazioni del professionista incaricato, comunicazione dell'inizio lavori, licenza edilizia o comunicazione SCIA e certificato di fine lavori.
La documentazione deve essere conservata per un periodo minimo di 5 anni dal termine della dichiarazione dei redditi e deve essere fornita qualora richiesta dal Fisco. Nel 730 non si allega la documentazione originale, ma occorre conservarla ai fini di eventuali controlli.
Una delle scelte fondamentali riguarda la modalità di fruizione della detrazione. Per le ristrutturazioni edilizie generiche (50%), è possibile detrarre l'intero importo in dieci rate annuali uguali, oppure richiedere la rateizzazione in misura diversa se conveniente dalla propria situazione fiscale. Per gli interventi di riqualificazione energetica, la detrazione può invece essere suddivisa in 10 anni.
Nel 730 del primo anno, sarà indicato l'importo totale delle spese ammesse suddiviso per il numero di anni di fruizione. Negli anni successivi, occorre inserire le quote annuali rimanenti sino al completo utilizzo della detrazione.
Dal 2024 e proseguendo nel 2026, il contribuente ha la possibilità di optare per lo sconto in fattura presso il creditore (sconti sulla fattura fino al 100%) anziché fruire della detrazione nel 730. Se si sceglie questa modalità, non sarà necessario indicare l'importo nel 730 dell'anno della spesa, poiché il credito è stato già utilizzato.
La cessione del credito comporta ulteriori modalità di compilazione: il contribuente può cedere il credito a istituti bancari o assicurativi tramite l'Agenzia delle Entrate, compilando appositi moduli. In tal caso, il 730 deve comunque contenere una dichiarazione di cessione del credito.
Quando l'immobile è in comproprietà, ogni comproprietario deve indicare nel proprio 730 la quota di spese di ristrutturazione corrispondente alla sua percentuale di proprietà. Ad esempio, se due coniugi sono proprietari al 50% ciascuno di un immobile e le spese totali sono 50.000 euro, ogni coniuge indicherà nel proprio 730 una spesa di 25.000 euro.
Nel caso di immobili in condominio, le spese riguardanti parti comuni (come il tetto, la facciata o gli impianti centralizzati) devono essere ripartite tra tutti i condomini in proporzione alle loro quote di partecipazione. Il condominio trasmette una comunicazione specifica indicando la quota spettante a ogni proprietario.
Le detrazioni per ristrutturazioni sono generalmente previste solo per immobili situati nel territorio italiano. Per immobili ubicati in altri paesi dell'Unione Europea, la normativa italiana non consente di usufruire di queste agevolazioni nel 730.
No, è assolutamente sconsigliato. Le detrazioni fiscali richiedono tracciabilità documentale completa. Tutte le spese devono essere pagate tramite bonifico bancario, carta di credito o assegno, in modo che sia tracciabile il pagamento. Le fatture e le ricevute sono documenti indispensabili per giustificare le spese ai fini fiscali. Il mancato rispetto di questi adempimenti può comportare l'annullamento della detrazione e possibili sanzioni amministrative.
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