Guida al contratto a canone concordato nel 2026: come si calcola, accordi territoriali, vantaggi fiscali per proprietario e inquilino
Il contratto di affitto a canone concordato rappresenta uno strumento fondamentale nel mercato immobiliare italiano per garantire maggiore stabilità e trasparenza sia ai proprietari che agli inquilini. Nel 2026, con le normative aggiornate e gli accordi territoriali in vigore, comprendere i meccanismi e i vantaggi di questa tipologia contrattuale è essenziale per chi intende affittare o locare una proprietà.
Il contratto di affitto a canone concordato trova la sua base normativa principale nella Legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e della figura dell'intermediario immobiliare), integrata successivamente dal Decreto Ministeriale 16 gennaio 2017 e dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di proroga delle locazioni ad uso abitativo).
Secondo l'art. 1573 del Codice Civile, il canone concordato è stabilito dalle parti sulla base di accordi territoriali sottoscritti tra le associazioni della proprietà e i sindacati degli inquilini. A differenza del contratto libero dove le parti negoziano autonomamente il prezzo, il canone concordato si ancora a parametri predefiniti che garantiscono equità e trasparenza.
Gli accordi territoriali sono intese sottoscritte a livello comunale o provinciale tra le associazioni rappresentative della proprietà immobiliare (come Confappi, Federpropietari, Aspesi) e le organizzazioni sindacali degli inquilini (come Sunia, Uniat, Sicet). Questi accordi stabiliscono le fascie di prezzo all'interno delle quali le parti devono negociare il canone di affitto, articolate per zone e caratteristiche dell'immobile.
Ad oggi, nel 2026, la grande maggioranza dei comuni italiani dispone di accordi territoriali vigenti. Questi vengono periodicamente aggiornati, generalmente ogni due anni, per adeguarsi all'andamento del mercato immobiliare locale.
Gli accordi sono sottoscritti da:
Per reperire l'accordo territoriale vigente nel tuo comune, puoi:
Il calcolo del canone concordato tiene conto di diversi fattori:
Scenario: Affitto di un bilocale a Milano, zona semi-centrale, 85 mq, con balcone, ascensore, riscaldamento centralizzato e in buone condizioni.
| Elemento di Calcolo | Valore | Importo |
|---|---|---|
| Canone base concordato (zona semi-centrale) | € 7,50/mq | € 637,50 |
| Superficie utile | 85 mq | — |
| Subtotale lordo | — | € 637,50 |
| Bonus balcone (+5%) | € 31,88 | € 31,88 |
| Bonus ascensore (+3%) | € 19,13 | € 19,13 |
| Bonus riscaldamento centralizzato (+2%) | € 12,75 | € 12,75 |
| Totale mensile lordo | — | € 701,26 |
| Canone annuale | — | € 8.415,12 |
Nel nostro esempio, il canone concordato mensile risulterebbe di € 701,26, significativamente inferiore rispetto ai canoni liberi della medesima area.
| Città | Zona | Canone Minimo (€/mq/anno) | Canone Massimo (€/mq/anno) |
|---|---|---|---|
| Milano | Centrale | € 95,00 | € 115,00 |
| Semi-centrale | € 85,00 | € 95,00 | |
| Periferia | € 70,00 | € 82,00 | |
| Extra-periferia | € 55,00 | € 68,00 | |
| Roma | Centro storico | € 90,00 | € 110,00 |
| Semicentro | € 75,00 | € 90,00 | |
| Periferia | € 60,00 | € 75,00 | |
| Extra-periferia | € 48,00 | € 62,00 | |
| Bologna | Centro | € 80,00 | € 98,00 |
| Semicentro | € 68,00 | € 82,00 | |
| Periferia | € 55,00 | € 70,00 | |
| Extra-periferia | € 45,00 | € 58,00 | |
| Firenze | Centro storico | € 85,00 | € 105,00 |
| Semicentro | € 70,00 | € 85,00 | |
| Periferia | € 58,00 | € 72,00 | |
| Extra-periferia | € 48,00 | € 62,00 |