Guida alle classi energetiche degli immobili nel 2026: dalla G alla A4, come migliorare la classe, bonus disponibili e impatto sul valore
La classe energetica rappresenta uno degli indicatori più importanti per valutare l'efficienza e il valore di un immobile. Nel 2026, le normative europee e italiane continueranno a spingere verso standard di efficienza sempre più rigorosi. Comprendere come migliorare la classe energetica della propria casa non è solo una questione di sostenibilità ambientale, ma anche un investimento concreto che aumenta il valore dell'immobile e riduce i costi di riscaldamento e raffreddamento.
Le classi energetiche vengono assegnate sulla base dell'Indice di Prestazione Energetica (IPE), che misura il consumo annuale di energia per metro quadrato di superficie riscaldata. In Italia, nel 2026, la scala delle classi è la seguente:
A partire dal 2026, la Direttiva europea sulla Performance Energetica degli Edifici (EPBD) prevede che tutti gli edifici nuovi costruiti dopo il 31 dicembre 2027 dovranno essere "a emissioni zero" (NZEB). Inoltre, entro il 2035, tutti gli edifici esistenti dovranno raggiungere almeno la classe E, con progressivi miglioramenti negli anni successivi.
Attenzione ai Tempi Entro il 2035 gli edifici esistenti devono raggiungere almeno la classe E. Pianificare interventi con anticipo consente di usufruire degli incentivi attuali e di evitare obblighi più stringenti.
L'isolamento delle pareti esterne e il rifacimento degli infissi sono tra gli interventi più efficaci. Sostituire vecchie finestre con serramenti ad alta prestazione termica riduce drasticamente le dispersioni di calore. L'isolamento a cappotto esterno o interno migliora significativamente il comportamento termico dell'edificio, comportando solitamente un salto di 2-3 classi energetiche.
Installare una caldaia a condensazione moderna o convertire a pompe di calore rappresenta un passo fondamentale. Le pompe di calore aria-aria o aria-acqua offrono efficienze superiori al 300%, specie se abbinate a sistemi di riscaldamento a bassa temperatura come i radiatori in alluminio o i pavimenti radianti. Per chi vuole investire ancora di più, le pompe di calore geotermiche garantiscono prestazioni eccellenti in qualunque clima.
Priorità Consigliata Gli interventi su isolamento termico e impianti di riscaldamento offrono il miglior rapporto costi-benefici. Combinarli con il fotovoltaico massimizza i benefici energetici e gli incentivi disponibili.
L'installazione di pannelli fotovoltaici consente di autoprodurre energia elettrica riducendo i consumi dalla rete. Il solare termico per l'acqua calda sanitaria completa efficacemente il quadro. Questi interventi influiscono positivamente sulla classificazione energetica e sono tra i più incentivati dal governo italiano.
Non trascurare:
Sebbene ridimensionato, il Superbonus rimane disponibile con aliquota decrescente. Nel 2026 si attesta al 65% per edifici unifamiliari in determinate condizioni. Consente di detrarre fino al 110% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica.
Disponibile per interventi specifici quali caldaie a biomassa, pompe di calore, finestre e porte-finestre, sistemi solari. Le percentuali variano a seconda dell'intervento e della zona climatica.
Destinato a privati, imprese e pubblica amministrazione, incentiva interventi di piccolo-medio taglio per l'efficienza termica e le rinnovabili termiche. Gli importi sono calcolati sulla base dei kWh risparmiati.
Numerosi istituti di credito offrono mutui verdi a tassi agevolati per l'acquisto di immobili in classe A-B o per finanziare interventi di efficientamento energetico.
Lo sapevi? Gli incentivi statali coprono gran parte del costo degli interventi. Consultare un esperto di agevolazioni consente di ridurre notevolmente l'investimento netto e velocizzare il ritorno economico.
Un immobile in classe A vale mediamente il 20-30% in più rispetto a uno in classe G. Nel 2026, con l'irrigidimento delle normative, questo differenziale tenderà ad aumentare. Gli acquirenti prestano sempre più attenzione ai consumi energetici annuali e alle bollette previste.
Per chi affitta, immobili ad alta efficienza energetica garantiscono inquilini più stabili, minori rischi di controversie per umidità o freddo, e possibilità di applicare canoni più alti in zone critiche.
Il vantaggio economico diretto si concretizza nelle bollette energetiche ridotte. Un passaggio dalla classe D alla classe B può comportare economie annue di 800-1500 euro a seconda dei consumi originari.
I costi variano enormemente in base all'intervento. Un rifacimento infissi costa 5.000-15.000 euro, un isolamento a cappotto 15.000-40.000 euro, l'installazione di una pompa di calore 8.000-20.000 euro. Gli incentivi statali coprono gran parte delle spese, rendendo l'investimento netto inferiore. È consigliabile richiedere più preventivi e valutare il ROI considerando i bonus disponibili.
Sì. Da anni è obbligatorio allegare l'Attestato di Prestazione Energetica (APE) a qualunque annuncio di vendita o locazione. Nel 2026 questo obbligo rimane in vigore. La classe energetica deve essere riportata sul contratto preliminare e sul rogito notarile. La mancanza dell'APE espone il venditore a sanzioni amministrative.
Dipende dal vostro orizzonte temporale. Se vendete entro 2-3 anni, il ritorno potrebbe essere limitato. Però una casa in classe A-B si vende più velocemente e a prezzi superiori, recuperando almeno parzialmente l'investimento. Inoltre, gli incentivi statali riducono il costo netto effettivo. Se non vendete, il risparmio energetico vi beneficia per anni, garantendo un ritorno certo sul capitale investito.
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