Aprire un conto deposito per i figli minorenni: regole, vantaggi e come farlo
Un conto deposito per i propri figli minorenni è una scelta sempre più consapevole tra i genitori italiani che desiderano educare i propri bambini alla gestione del denaro e al contempo far crescere i loro risparmi in sicurezza. Con il contesto economico attuale del 2026, caratterizzato da tassi di interesse finalmente remunerativi dopo anni di politica monetaria restrittiva della BCE, i conti deposito rappresentano un'opportunità concreta per generare rendite modeste ma garantite su somme destinate al futuro dei minori.
In questa guida completa, analizzerò in dettaglio la normativa italiana che disciplina i conti deposito per minorenni, i vantaggi fiscali e patrimoniali, le modalità di apertura presso le principali banche, e i criteri per scegliere la soluzione più adatta alle vostre esigenze familiari. Come esperto di finanza personale con quindici anni di esperienza nel settore bancario e assicurativo italiano, vi fornirò informazioni aggiornate al 2026 basate sui dati ufficiali della Banca d'Italia e sui principi del Testo Unico Bancario (TUB).
Un conto deposito per minori è uno strumento bancario che consente ai genitori (o ai tutori legali) di vincolare somme di denaro a nome di un figlio minorenne, per periodi definiti, con l'obiettivo di generare interessi remunerativi garantiti. A differenza di un conto corrente tradizionale, il conto deposito non consente operazioni frequenti di prelievo: il denaro rimane vincolato per il periodo pattuito (solitamente da 3 mesi a 5 anni), durante il quale la banca riconosce un tasso di interesse fisso o variabile.
Secondo la normativa della Banca d'Italia, questi conti rientrano nella categoria dei "depositi a risparmio vincolato" e sono regolamentati dal Decreto Legislativo 385/1993 (TUB). Il denaro depositato per conto del minore rimane formalmente intestato al figlio, generando diritti e obblighi specifici per quanto riguarda la fiscalità e il patrimonio del minore stesso.
Aprire un conto deposito per un minore offre diversi benefici concreti:
Dato aggiornato 2026: secondo il rapporto trimestrale della Banca d'Italia di gennaio 2026, i tassi medi sui conti deposito per persone fisiche si attestano al 4,15% per vincoli a 12 mesi. Per i conti intestati a minori, molte banche applicano tassi leggermente superiori (4,3%-4,8%) come incentivo alla sottoscrizione.
Un conto deposito per minore può essere aperto esclusivamente dai genitori esercenti la patria potestà o, in loro assenza, dal tutore legale nominato dal tribunale. Se il minore ha compiuto 16 anni, molte banche richiedono il suo consenso formale sulla documentazione, anche se la sottoscrizione rimane responsabilità del genitore.
La capacità di agire del minore in materia bancaria è disciplinata dal Codice Civile italiano (articoli 2, 316 e seguenti). Il minore non ha capacità di sottoscrivere autonomamente il contratto con la banca, ma diventa titolare del rapporto giuridico per quanto riguarda la proprietà del denaro depositato.
Un aspetto importante da sottolineare: il denaro depositato a nome del minore appartiene al minore stesso dal punto di vista patrimoniale. Ciò significa che in caso di separazione dei genitori, il denaro non fa parte della comunione dei beni e non è soggetto a divisione. Inoltre, il minore potrà disporre liberamente del denaro una volta raggiunta la maggiore età.
L'apertura e la gestione di un conto deposito per minori è regolata da:
Attenzione al vincolo: i conti deposito sono strumenti vincolati. Se prelevate il denaro prima della scadenza pattuita, la banca applica una penale che annulla gli interessi maturati e spesso decurta parte del capitale iniziale. Verificate sempre le condizioni di recesso anticipato prima di sottoscrivere.
Gli interessi maturati su un conto deposito intestato a un minore sono tassati con ritenuta d'acconto del 26% secondo la normativa vigente in materia di redditi da capitale (articoli 44-47 del TUIR – Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Questa aliquota è applicata automaticamente dalla banca al momento dell'accredito degli interessi.
A titolo di esempio, se depositate 10.000 euro a tasso del 4% annuo per 12 mesi:
Un aspetto importante: i genitori non possono beneficiare direttamente degli interessi generati dal conto, poiché il deposito è intestato al minore. Gli interessi costituiscono reddito imponibile per il figlio, non per i genitori. In sede di dichiarazione dei redditi del minore (se dovuta), gli interessi devono essere indicati come redditi di capitale.
Se il minore ha altri redditi (ad esempio da lavoro o rendite) e il totale supera gli 750 euro annui, è necessario presentare una dichiarazione dei redditi anche per il minore. Nel 2026, la soglia di esenzione per i minori rimane fissata a 750 euro per redditi di lavoro e 500 euro per redditi da capitale.
La banca comunicherà automaticamente i dati al Fisco tramite la Comunicazione Dei Dati Dei Conti Correnti e Dei Depositi (modello 770 e successive comunicazioni), quindi non dovrete fare segnalazioni particolari.
Purtroppo, non esistono detrazioni fiscali specifiche per i depositi a risparmio intestati a minori. Tuttavia, se il conto deposito fa parte di un piano di risparmio educativo o di un fondo gestito da organizzazioni riconosciute, potrebbero applicarsi agevolazioni particolari in base alle leggi regionali o comunali. Informatevi presso l'amministrazione locale del vostro comune.
Consiglio pratico: se vostro figlio ha redditi minimi o nulli da altre fonti, gli interessi del conto deposito rimarranno comunque tassati al 26%, ma non dovrete presentare dichiarazione dei redditi fino a quando il totale non supera i 750 euro annui. Conservate la documentazione bancaria per eventuali controlli.
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