Cos'è il biometano e come sta cambiando il mercato del gas naturale in Italia
Il biometano rappresenta una delle frontiere più promettenti della transizione energetica italiana. Mentre il paese continua a dipendere dal gas naturale per riscaldamento, acqua calda e usi industriali, la ricerca di alternative rinnovabili diventa sempre più urgente—sia per motivi ambientali che economici. Il biometano, prodotto da scarti organici e biomasse, offre una soluzione che mantiene la compatibilità con le infrastrutture gassifte esistenti, senza necessità di investimenti massicci in nuove tubature.
Come esperto di finanza personale e consumi con 15 anni di esperienza, ho osservato come i consumatori italiani rimangono spesso all'oscuro di questi cambiamenti strutturali nel mercato dell'energia. Questa guida ti spiegherà cos'è il biometano, come funziona il mercato attuale, quali vantaggi e costi comporta per il portafoglio domestico, e come orientarsi tra le novità normative 2025-2026. Troverai dati concreti dell'ARERA, informazioni sulla legislazione italiana, e consigli pratici per valutare se e come il biometano può convenire alla tua situazione energetica.
Il biometano è un gas rinnovabile prodotto dalla digestione anaerobica di scarti organici e biomasse, oppure dalla gassificazione di materiale biologico. In sostanza, è una versione "verde" del gas naturale, con composizione praticamente identica al metano convenzionale, ma di origine biologica anziché fossile.
Dal punto di vista chimico, il biometano è costituito per almeno il 95% da metano (CH₄), esattamente come il gas naturale importato da Russia, Azerbaijan e Nord Africa. Questa uguaglianza è fondamentale: consente di immettere il biometano direttamente nelle reti gassifte esistenti senza modificare alcun impianto domestico. Per il consumatore finale, non c'è alcuna differenza tecnica nel bruciare biometano o gas naturale tradizionale—il valore energetico è identico.
Il biometano può essere prodotto attraverso due processi principali:
In Italia, la digestione anaerobica è il metodo dominante, grazie alla disponibilità di scarti zootecnici e agroalimentari. Secondo il rapporto ARERA 2024, attualmente esistono circa 360 impianti di biometano operativi nel Paese, con una capacità produttiva totale di circa 3,5-4 miliardi di Nm³ annui (Normali metri cubi), pari a circa il 5% del consumo totale di gas naturale italiano.
Nm³ vs m³: il metro cubo normale (Nm³) è standardizzato a 0°C e 101,325 kPa. È la misura usata ufficialmente per il gas naturale e il biometano. Per il consumatore domestico, le fatture riportano di solito smc (Standard metro cubo), sinonimo di Nm³.
La base legale del biometano in Italia è il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 210, che attua la Direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Questo decreto introduce:
A partire dal gennaio 2025, il D.Lgs. 210/2021 introduce un'ulteriore novità: l'obbligo per i distributori di gas di comunicare ai clienti finali la percentuale di biometano presente nel gas consegnato. Questo rappresenta un primo passo verso la trasparenza sui volumi di energia rinnovabile consumati.
L'Unione Europea fissa obiettivi vincolanti: entro il 2030, il 30% del gas immesso in rete deve provenire da fonti rinnovabili (biometano, idrogeno verde, bioidrogeno). Per l'Italia, ciò significa raggiungere circa 12-13 miliardi di Nm³ di biometano annui—un'espansione enorme rispetto agli attuali 3,5-4 miliardi.
Questo target comporta:
Cosa controlla l'ARERA: l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente supervisiona l'adeguatezza degli impianti, la qualità del biometano immesso in rete, e la trasparenza nelle comunicazioni ai consumatori. Se hai dubbi su una fattura con biometano, puoi contattare direttamente l'ARERA via portale online.
La filiera del biometano coinvolge tre attori principali:
| Attore | Ruolo | Esempi italiani |
|---|---|---|
| Produttori | Gestiscono impianti di digestione anaerobica o gassificazione; immettono biometano in rete | Asja Ambiente, A2A, Snam, Iren, utilities regionali |
| Distributori | Gestiscono le tubature locali; misurano i consumi; comunicano dati all'ARERA | E-Distribuzione (gas), Italgas, Liguria Gas (locali) |
| Fornitori/Commercianti | Acquistano gas (fossile + biometano) all'ingrosso; lo vendono ai consumatori finali | Enel Energia, Eni, Sorgenia, Illumia, Wepower |
Un punto fondamentale: il biometano immesso in rete non è fisicamente separato dal gas naturale tradizionale. I fornitori commerciali vendono un mix di gas fossile e biometano, con percentuali variabili (spesso tra il 5% e il 10% di biometano certificato).
Il costo del biometano per il consumatore domestico è praticamente identico al gas naturale, poiché le tariffe sono regolate dall'ARERA su base nazionale. Tuttavia, existono due incentivi rilevanti:
L'Italia si è impegnata con l'UE a raggiungere il 35% di biometano nei consumi di gas entro il 2035. Nel 2025-2026, gli investimenti pubblici e privati stanno accelerando la costruzione di nuovi impianti. Questo significa che la percentuale media di biometano nelle forniture domestiche aumenterà progressivamente.
No, è quasi impossibile ricevere biometano puro al 100%. I fornitori commerciali vendono gas naturale con una quota certificata di biometano, solitamente tra il 5% e il 15% a seconda dell'offerta. Alcuni fornitori (come Sorgenia, Eni Plenitude o Illumia) comunicano chiaramente la percentuale nel contratto. Il resto rimane gas naturale fossile. Se desideri una percentuale più alta, chiedi al fornitore le offerte specifiche per "gas verde" o "100% rinnovabile", che implicano l'acquisto di certificati di biometano aggiuntivi.
Da un punto di vista puramente economico, il biometano costa quanto il gas naturale tradizionale per il consumatore domestico, quindi non comporta risparmi diretti in bolletta. Tuttavia, il vantaggio è ambientale: si riduce l'impronta di carbonio fino al 80% rispetto al gas fossile. Se sei sensibile alla sostenibilità e il tuo contratto prevede una quota di biometano certificata, passare a un fornitore "green" è una scelta consapevole senza costi aggiuntivi. Verifica sempre se il tuo fornitore attuale offre opzioni di biometano senza sovrapprezzo.
I tempi sono identici a qualsiasi cambio fornitore di gas naturale: 10-20 giorni lavorativi. Non è necessario alcun intervento tecnico presso l'abitazione, poiché il biometano viaggia sulla stessa rete del gas fossile. Se sei già cliente del distributore locale (Italgas, E-Distribuzione gas, ecc.), il passaggio è ancora più veloce. Puoi sottoscrivere online sul sito del nuovo fornitore; è importante fornire il numero del POD (identificativo del punto di consegna del gas) per velocizzare la pratica.
Sì, assolutamente. Molti fornitori italiani offrono contratti con garanzia di biometano certificato anche se la tua zona non dispone ancora dell'infrastruttura per immetterlo in rete. In questi casi, il biometano viene prodotto in altre regioni o all'estero e immesso nel sistema nazionale, mentre tu ricevi gas fossile dalla rete locale. Dal punto di vista ambientale, il beneficio è reale perché stai finanziando la produzione di biometano: è un meccanismo di compensazione ecologica basato sui certificati di provenienza. Verifica sempre che il contratto specifichi chiaramente la percentuale di biometano garantito e che sia sottoposto a certificazione indipendente.
Nel 2026, il vantaggio economico diretto è minimo o nullo: i prezzi sono sostanzialmente allineati grazie ai contributi pubblici che abbattono i costi di produzione. Il vero vantaggio è indiretto e a lungo termine. Scegliere biometano significa ridurre la tua impronta carbonica (fino al 90% in meno rispetto al gas fossile), supportare l'economia circolare italiana e proteggere il tuo contratto dall'aumento futuro delle tasse sulla CO2 (previste in crescita). Inoltre, molti fornitori includono nei contratti di biometano servizi aggiuntivi come l'assistenza prioritaria o l'accesso a bonus energetici regionali.
Controlla questi elementi fondamentali nel contratto:
Diffida da offerte che promettono biometano senza mai menzionare certificati REGO o enti certificatori: in quel caso, probabilmente non c'è vera certificazione.
Sì, assolutamente sì. Il biometano è completamente compatibile con qualsiasi impianto di riscaldamento esistente, dalle caldaie datate agli ultimi modelli a condensazione. Non è necessario alcun intervento tecnico di adeguamento né di manutenzione straordinaria. L'efficienza della tua caldaia rimane identica: se consuma 100 litri di gas naturale, continuerà a consumarne 100 con il biometano. L'unico accorgimento consigliato è una verifica annuale della caldaia (consigliata comunque per sicurezza), ma non è legata alla scelta di biometano. Questo significa che cambiare fornitore per sottoscrivere un'offerta di biometano certificato è un gesto ecologico a zero costi aggiuntivi e senza complicazioni tecniche.
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