Luce e Gas

Biometano: Il gas rinnovabile

Cos'è il biometano e come sta cambiando il mercato del gas naturale in Italia

Redazione Moneyside · · 10 min di lettura · Verificato dalla redazione

Il biometano rappresenta una delle frontiere più promettenti della transizione energetica italiana. Mentre il paese continua a dipendere dal gas naturale per riscaldamento, acqua calda e usi industriali, la ricerca di alternative rinnovabili diventa sempre più urgente—sia per motivi ambientali che economici. Il biometano, prodotto da scarti organici e biomasse, offre una soluzione che mantiene la compatibilità con le infrastrutture gassifte esistenti, senza necessità di investimenti massicci in nuove tubature.

Come esperto di finanza personale e consumi con 15 anni di esperienza, ho osservato come i consumatori italiani rimangono spesso all'oscuro di questi cambiamenti strutturali nel mercato dell'energia. Questa guida ti spiegherà cos'è il biometano, come funziona il mercato attuale, quali vantaggi e costi comporta per il portafoglio domestico, e come orientarsi tra le novità normative 2025-2026. Troverai dati concreti dell'ARERA, informazioni sulla legislazione italiana, e consigli pratici per valutare se e come il biometano può convenire alla tua situazione energetica.

Cos'è il Biometano e Come si Produce

La definizione di biometano

Il biometano è un gas rinnovabile prodotto dalla digestione anaerobica di scarti organici e biomasse, oppure dalla gassificazione di materiale biologico. In sostanza, è una versione "verde" del gas naturale, con composizione praticamente identica al metano convenzionale, ma di origine biologica anziché fossile.

Dal punto di vista chimico, il biometano è costituito per almeno il 95% da metano (CH₄), esattamente come il gas naturale importato da Russia, Azerbaijan e Nord Africa. Questa uguaglianza è fondamentale: consente di immettere il biometano direttamente nelle reti gassifte esistenti senza modificare alcun impianto domestico. Per il consumatore finale, non c'è alcuna differenza tecnica nel bruciare biometano o gas naturale tradizionale—il valore energetico è identico.

Processi di produzione

Il biometano può essere prodotto attraverso due processi principali:

  • Digestione anaerobica: materiali organici (scarti agricoli, reflui zootecnici, rifiuti alimentari da cucine e mense) vengono decompost in assenza di ossigeno da batteri anaerobici. Questo produce biogas, che viene poi purificato e "rifinito" fino a raggiungere standard di composizione conformi alla normativa europea (CEI EN 16723-2).
  • Gassificazione: biomassa solida (scarti forestali, potature, legno da scarto) viene trasformata in syngas ad alta temperatura; il syngas viene poi convertito in metano sintetico attraverso processi catalitici.

In Italia, la digestione anaerobica è il metodo dominante, grazie alla disponibilità di scarti zootecnici e agroalimentari. Secondo il rapporto ARERA 2024, attualmente esistono circa 360 impianti di biometano operativi nel Paese, con una capacità produttiva totale di circa 3,5-4 miliardi di Nm³ annui (Normali metri cubi), pari a circa il 5% del consumo totale di gas naturale italiano.

Nm³ vs m³: il metro cubo normale (Nm³) è standardizzato a 0°C e 101,325 kPa. È la misura usata ufficialmente per il gas naturale e il biometano. Per il consumatore domestico, le fatture riportano di solito smc (Standard metro cubo), sinonimo di Nm³.

Il Quadro Normativo Italiano e Europeo

La normativa nazionale: D.Lgs. 210/2021

La base legale del biometano in Italia è il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 210, che attua la Direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Questo decreto introduce:

  • Obblighi di immissione di biometano nella rete: i fornitori di gas hanno obbligo di raggiungere quote minime di biometano nei loro portafogli.
  • Incentivi: certificati verdi e meccanismi di sostegno (anche se ridotti rispetto ai primi anni di applicazione).
  • Standard qualitativi: il biometano immesso in rete deve conformarsi alla norma UNI EN ISO 21087:2020, che garantisce compatibilità totale con le infrastrutture esistenti.
  • Tracciabilità e certificazione: obbligo di certificare l'origine del biometano tramite il sistema RECS (Renewable Energy Certificates System) o equivalenti.

A partire dal gennaio 2025, il D.Lgs. 210/2021 introduce un'ulteriore novità: l'obbligo per i distributori di gas di comunicare ai clienti finali la percentuale di biometano presente nel gas consegnato. Questo rappresenta un primo passo verso la trasparenza sui volumi di energia rinnovabile consumati.

Obbligo di immissione e target 2030

L'Unione Europea fissa obiettivi vincolanti: entro il 2030, il 30% del gas immesso in rete deve provenire da fonti rinnovabili (biometano, idrogeno verde, bioidrogeno). Per l'Italia, ciò significa raggiungere circa 12-13 miliardi di Nm³ di biometano annui—un'espansione enorme rispetto agli attuali 3,5-4 miliardi.

Questo target comporta:

  1. Significativi investimenti in nuovi impianti di digestione anaerobica e gassificazione.
  2. Incentivi pubblici (fondi del PNRR, contributi regionali) diretti a produttori e gestori di reti.
  3. Possibili variazioni nei prezzi del gas, sia al rialzo (costi di infrastruttura) che al ribasso (effetto scala e concorrenza).

Cosa controlla l'ARERA: l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente supervisiona l'adeguatezza degli impianti, la qualità del biometano immesso in rete, e la trasparenza nelle comunicazioni ai consumatori. Se hai dubbi su una fattura con biometano, puoi contattare direttamente l'ARERA via portale online.

Come Funziona il Mercato del Biometano in Italia (2025-2026)

Produttori, fornitori e distributori

La filiera del biometano coinvolge tre attori principali:

Attore Ruolo Esempi italiani
Produttori Gestiscono impianti di digestione anaerobica o gassificazione; immettono biometano in rete Asja Ambiente, A2A, Snam, Iren, utilities regionali
Distributori Gestiscono le tubature locali; misurano i consumi; comunicano dati all'ARERA E-Distribuzione (gas), Italgas, Liguria Gas (locali)
Fornitori/Commercianti Acquistano gas (fossile + biometano) all'ingrosso; lo vendono ai consumatori finali Enel Energia, Eni, Sorgenia, Illumia, Wepower

Un punto fondamentale: il biometano immesso in rete non è fisicamente separato dal gas naturale tradizionale. I fornitori commerciali vendono un mix di gas fossile e biometano, con percentuali variabili (spesso tra il 5% e il 10% di biometano certificato).

Prezzi e incentivi nel 2025-2026

Il costo del biometano per il consumatore domestico è praticamente identico al gas naturale, poiché le tariffe sono regolate dall'ARERA su base nazionale. Tuttavia, existono due incentivi rilevanti:

  • Certificati di Immissione in Consumo (CIC): i produttori ricevono crediti dalle amministrazioni pubbliche per ogni tonnellata di biometano immesso. Questo riduce i costi di produzione.
  • Agevolazioni fiscali per aziende agricole: chi costruisce un impianto biogas in azienda può usufruire di detrazioni e contributi regionali (variabili per regione).

Transizione verde e obiettivi europei

L'Italia si è impegnata con l'UE a raggiungere il 35% di biometano nei consumi di gas entro il 2035. Nel 2025-2026, gli investimenti pubblici e privati stanno accelerando la costruzione di nuovi impianti. Questo significa che la percentuale media di biometano nelle forniture domestiche aumenterà progressivamente.

Domande Frequenti

Se sottoscrivo un contratto di fornitura di gas "verde", ricevo davvero biometano al 100%?

No, è quasi impossibile ricevere biometano puro al 100%. I fornitori commerciali vendono gas naturale con una quota certificata di biometano, solitamente tra il 5% e il 15% a seconda dell'offerta. Alcuni fornitori (come Sorgenia, Eni Plenitude o Illumia) comunicano chiaramente la percentuale nel contratto. Il resto rimane gas naturale fossile. Se desideri una percentuale più alta, chiedi al fornitore le offerte specifiche per "gas verde" o "100% rinnovabile", che implicano l'acquisto di certificati di biometano aggiuntivi.

Conviene davvero passare al biometano dal punto di vista economico?

Da un punto di vista puramente economico, il biometano costa quanto il gas naturale tradizionale per il consumatore domestico, quindi non comporta risparmi diretti in bolletta. Tuttavia, il vantaggio è ambientale: si riduce l'impronta di carbonio fino al 80% rispetto al gas fossile. Se sei sensibile alla sostenibilità e il tuo contratto prevede una quota di biometano certificata, passare a un fornitore "green" è una scelta consapevole senza costi aggiuntivi. Verifica sempre se il tuo fornitore attuale offre opzioni di biometano senza sovrapprezzo.

Quali sono i tempi di attivazione di un contratto con biometano certificato?

I tempi sono identici a qualsiasi cambio fornitore di gas naturale: 10-20 giorni lavorativi. Non è necessario alcun intervento tecnico presso l'abitazione, poiché il biometano viaggia sulla stessa rete del gas fossile. Se sei già cliente del distributore locale (Italgas, E-Distribuzione gas, ecc.), il passaggio è ancora più veloce. Puoi sottoscrivere online sul sito del nuovo fornitore; è importante fornire il numero del POD (identificativo del punto di consegna del gas) per velocizzare la pratica.

Se vivo in una regione dove il biometano non è ancora diffuso, posso comunque sottoscrivere un'offerta "green"?

Domande Frequenti

Se vivo in una regione dove il biometano non è ancora diffuso, posso comunque sottoscrivere un'offerta "green"?

Sì, assolutamente. Molti fornitori italiani offrono contratti con garanzia di biometano certificato anche se la tua zona non dispone ancora dell'infrastruttura per immetterlo in rete. In questi casi, il biometano viene prodotto in altre regioni o all'estero e immesso nel sistema nazionale, mentre tu ricevi gas fossile dalla rete locale. Dal punto di vista ambientale, il beneficio è reale perché stai finanziando la produzione di biometano: è un meccanismo di compensazione ecologica basato sui certificati di provenienza. Verifica sempre che il contratto specifichi chiaramente la percentuale di biometano garantito e che sia sottoposto a certificazione indipendente.

Qual è il reale vantaggio economico del biometano nel 2026 rispetto al gas naturale tradizionale?

Nel 2026, il vantaggio economico diretto è minimo o nullo: i prezzi sono sostanzialmente allineati grazie ai contributi pubblici che abbattono i costi di produzione. Il vero vantaggio è indiretto e a lungo termine. Scegliere biometano significa ridurre la tua impronta carbonica (fino al 90% in meno rispetto al gas fossile), supportare l'economia circolare italiana e proteggere il tuo contratto dall'aumento futuro delle tasse sulla CO2 (previste in crescita). Inoltre, molti fornitori includono nei contratti di biometano servizi aggiuntivi come l'assistenza prioritaria o l'accesso a bonus energetici regionali.

Come posso verificare se il biometano offerto dal mio fornitore è veramente certificato e non una semplice pubblicità ingannevole?

Controlla questi elementi fondamentali nel contratto:

  • Certificati REGO (Renewable Energy Guarantees of Origin): deve essere esplicitamente menzionato il numero e la quantità di certificati acquistati;
  • Fonte di provenienza: il contratto deve indicare se il biometano proviene da rifiuti organici, reflui zootecnici o scarti agricoli;
  • Ente certificatore: deve essere un organismo indipendente riconosciuto (come GSE in Italia o DNVGL a livello europeo);
  • Percentuale garantita: alcuni fornitori offrono il 100% biometano certificato, altri una percentuale inferiore (es. 50% o 70%);
  • Trasparenza online: il fornitore deve mettere a disposizione report annuali pubblici sui volumi di biometano effettivamente forniti.

Diffida da offerte che promettono biometano senza mai menzionare certificati REGO o enti certificatori: in quel caso, probabilmente non c'è vera certificazione.

Conviene passare al biometano se ho già una caldaia a condensazione vecchia o un impianto di riscaldamento obsoleto?

Sì, assolutamente sì. Il biometano è completamente compatibile con qualsiasi impianto di riscaldamento esistente, dalle caldaie datate agli ultimi modelli a condensazione. Non è necessario alcun intervento tecnico di adeguamento né di manutenzione straordinaria. L'efficienza della tua caldaia rimane identica: se consuma 100 litri di gas naturale, continuerà a consumarne 100 con il biometano. L'unico accorgimento consigliato è una verifica annuale della caldaia (consigliata comunque per sicurezza), ma non è legata alla scelta di biometano. Questo significa che cambiare fornitore per sottoscrivere un'offerta di biometano certificato è un gesto ecologico a zero costi aggiuntivi e senza complicazioni tecniche.

Le guide Moneyside hanno carattere educativo e informativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. Verifica sempre le informazioni con fonti ufficiali o un professionista qualificato.

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