Come detrarre gli interessi passivi del mutuo prima casa nella dichiarazione dei redditi 2026: importi, limite, quadro E del 730
Se sei proprietario di una casa e stai pagando un mutuo, probabilmente ti starai chiedendo come recuperare una parte dei soldi spesi attraverso le detrazioni fiscali. La buona notizia è che la normativa italiana consente di detrarre gli interessi passivi del mutuo sulla prima casa direttamente nella dichiarazione dei redditi mediante il modello 730 o Unico. La detrazione degli interessi del mutuo è un beneficio fiscale previsto dall'art. 13, comma 1, del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR - Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e disciplinato specificamente dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296. In sostanza, puoi detrarre dal tuo reddito imponibile gli interessi passivi che paghi alla banca per un mutuo stipulato su un'abitazione che rappresenta la tua prima casa.
È importante sottolineare che non puoi detrarre il capitale (la quota principale della rata), ma solo gli interessi. Ogni mese, quando paghi la rata al mutuo, una parte va a ridurre il capitale (ammortamento) e un'altra copre gli interessi: solo la seconda parte è detraibile.
Nel contesto economico attuale, questa detrazione assume un valore ancora più rilevante. Secondo i dati della Banca d'Italia relativi al 2024-2025, i tassi sui mutui per l'acquisto di abitazioni si sono mantenuti su livelli più elevati rispetto agli anni precedenti, rendendo gli interessi pagati una voce di costo significativa per le famiglie italiane. Un mutuo di 250.000 euro con tasso al 4% annuo genera circa 10.000 euro di interessi nel primo anno: recuperare il 19% di questa cifra attraverso la detrazione fiscale significa un risparmio di circa 1.900 euro.
Dato importante: La detrazione degli interessi del mutuo non è stata modificata dalle riforme recenti. Rimane al 19% (aliquota IRPEF ordinaria) e continua ad applicarsi anche nel 2026 per i mutui stipulati prima del 31 dicembre 2025 sulla prima casa.
Non tutti i mutui danno diritto alla detrazione. Ecco i requisiti fondamentali che il mutuo deve possedere: l'immobile deve essere la tua abitazione principale (non seconde case, non immobili ad uso commerciale o professionale); il mutuo deve essere formalizzato mediante atto pubblico notarile, non è sufficiente un semplice contratto tra privati; il denaro ottenuto deve essere utilizzato esclusivamente per l'acquisto o la costruzione dell'abitazione stessa; per le nuove detrazioni, il mutuo deve essere stato stipulato entro il 31 dicembre 2025 (questa scadenza è importante per il 2026); infine, devi essere residente in Italia e avere il domicilio fiscale nel territorio italiano.
Attenzione alla scadenza: Se hai sottoscritto un mutuo dopo il 31 dicembre 2025, gli interessi non saranno più detraibili. Questa scadenza rappresenta un limite temporale definitivo per accedere a questa agevolazione. Verifica con la tua banca la data esatta di sottoscrizione dell'atto.
È altrettanto importante capire cosa non rientra nella detrazione: le commissioni bancarie sulla pratica di mutuo; le spese di istruttoria della pratica; l'assicurazione sulla vita collegata al mutuo; gli interessi su mutui per seconde case; gli interessi su mutui per immobili locati (salvo specifiche eccezioni); le sanzioni per ritardo nel pagamento; le spese notarili per la stipula del mutuo.
La detrazione degli interessi del mutuo sulla prima casa avviene con una percentuale fissa del 19% dell'importo degli interessi pagati nell'anno solare. Si tratta di una detrazione dall'imposta (non dalla base imponibile), il che la rende più conveniente. Esempio pratico: se nel 2025 hai pagato 5.000 euro di interessi sul mutuo, la tua detrazione fiscale sarà 5.000 × 19% = 950 euro. Questo importo ridurrà direttamente l'imposta IRPEF che devi versare, indipendentemente dalla tua aliquota marginale.
La banca mutuante è obbligata a fornire annualmente un prospetto dettagliato della situazione del mutuo, denominato estratto conto del mutuo o rendicontazione annuale. Questo documento riporta chiaramente la quota di interessi pagata nel corso dell'anno solare precedente, generalmente suddiviso mese per mese. Se non lo hai ricevuto automaticamente entro gennaio, puoi richiederlo direttamente alla tua banca oppure scaricarlo dall'area riservata dell'home banking tramite le credenziali di accesso.
Consiglio pratico: Conserva sempre una copia dell'estratto conto del mutuo relativo all'anno fiscale in questione. Questo documento è fondamentale in caso di controllo dell'Agenzia delle Entrate e costituisce prova della correttezza dei dati dichiarati. Scansionalo e archivialo digitalmente per almeno 5 anni.
Fino al 2025, non esiste un limite massimo all'importo degli interessi detraibili. Se paghi 15.000 euro di interessi, potrai detrarre il 19% della loro totalità, pari a 2.850 euro. Tuttavia, è sempre opportuno verificare con il proprio commercialista le eventuali limitazioni in base alla propria situazione reddituale specifica, poiché la detrazione non può superare l'imposta complessivamente dovuta.
Il modello 730 è suddiviso in vari quadri tematici. Per dichiarare gli interessi del mutuo, dovrai fare riferimento al Quadro E, intitolato "Oneri e spese". Questo quadro raccoglie varie tipologie di detrazioni e deduzioni, da quelle sanitarie a quelle edilizie. All'interno del Quadro E, gli interessi del mutuo sulla prima casa trovano posto in sezioni specifiche dedicate agli oneri deducibili. Nel modello 730 2026 (relativo ai redditi 2025), gli interessi del mutuo sulla prima casa vanno inseriti nel Quadro E nelle righe dedicate a "Interessi passivi per mutui relativi a immobili ad uso abitativo".
I dati che dovrai fornire sono: l'importo totale degli interessi pagati nell'anno (il valore lordo desunto dall'estratto conto della banca); l'importo della detrazione al 19% (calcolato automaticamente dal modello); i dati identificativi dell'immobile (codice catastale, comune, provincia); le informazioni sulla banca (nome dell'istituto mutuante, numero della pratica se disponibile); l'anno di riferimento della dichiarazione.
ette del modello 730.
Se preferisci compilare il 730 autonomamente tramite i portali online dell'Agenzia delle Entrate (come il servizio Fisconline o attraverso i siti dei CAF convenzionati), accedi alla sezione dedicata alle detrazioni per interessi passivi. Dovrai inserire manualmente i dati relativi al mutuo: l'importo degli interessi pagati nell'anno, il codice catastale dell'immobile, e i dati identificativi della banca mutuante. Il sistema calcolerà automaticamente la detrazione al 19% in base ai dati forniti.
Se non disponi dell'estratto conto relativo all'intero anno solare, contatta la banca mutuante e richiedi un documento riepilogativo degli interessi pagati nel periodo di riferimento. Le banche sono tenute a fornire questo documento gratuitamente. In alternativa, puoi consultare l'home banking della tua banca dove solitamente è disponibile un prospetto annuale delle operazioni e degli interessi pagati sul mutuo.
La detrazione degli interessi passivi sul mutuo per l'abitazione principale è un diritto che non scade nel tempo, ma deve essere rivendicato ogni anno tramite il modello 730. Non esiste un limite massimo di anni durante i quali puoi detrarre gli interessi: finché continui a pagare il mutuo e rispetti i requisiti (immobile ad uso abitativo, mutuo per acquisto o ristrutturazione), puoi compilare il Quadro E della dichiarazione dei redditi e portare in detrazione il 19% degli interessi versati. È importante conservare tutta la documentazione (estratti conti, contratti di mutuo) per almeno 5 anni in caso di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Se hai completato il rimborso del mutuo durante l'anno, devi inserire nel Quadro E del modello 730 solo gli interessi pagati fino alla data di estinzione. Ad esempio, se hai estinto il mutuo il 31 marzo 2024, porterai in detrazione al 19% esclusivamente gli interessi corrisposti da gennaio a marzo 2024. Richiedi alla banca un documento riepilogativo che specifichi l'importo totale degli interessi pagati fino alla data di chiusura del conto mutuo. Questo dato andrà compilato nel modello 730 dell'anno di estinzione, mentre negli anni successivi non potrai più detrarre alcunché poiché il mutuo non sarà più attivo.
No, la detrazione degli interessi passivi sul mutuo spetta esclusivamente a chi è intestatario del contratto di mutuo e sostiene il pagamento degli interessi. Se il mutuo è intestato a te, la detrazione deve essere rivendicata nella tua dichiarazione personale, anche se sei fiscalmente a carico di un genitore o di un altro familiare. Chi dichiara il tuo mantenimento non può portare in detrazione gli interessi del tuo mutuo perché non è la persona che sostiene materialmente questa spesa. Tuttavia, se il mutuo è cointestato a più persone, ciascun intestatario può detrarre la propria quota di interessi in base alla percentuale di titolarità.
Se hai commesso errori nella compilazione del Quadro E negli anni precedenti, puoi correggerli presentando una dichiarazione integrativa. L'Agenzia delle Entrate consente di modificare le dichiarazioni dei redditi entro i termini di decadenza previsti (generalmente 5 anni). Se hai detratto importi errati o omesso detrazioni spettanti, puoi recuperare le somme dovute compilando correttamente il modello 730 integrativo o il modello Redditi per l'anno in cui si è verificato l'errore. È consigliabile correggere tempestivamente gli errori per evitare possibili controlli dell'Agenzia delle Entrate e per recuperare detrazioni eventualmente perse negli anni.
La presentazione del modello 730 è totalmente gratuita se effettuata tramite i servizi online dell'Agenzia delle Entrate o attraverso un professionista abilitato convenzionato (commercialista, CAF). Molti CAF e studi professionali aderenti all'iniziativa 730 gratuito offrono la compilazione senza costi aggiuntivi. Se scegli di rivolgerti a un commercialista privato non convenzionato, il costo dipende dalle tariffe applicate dello studio, ma generalmente varia dai 100 ai 300 euro. Per quanto riguarda le detrazioni degli interessi del mutuo, non comportano costi aggiuntivi: la loro inclusione nel 730 non incide sul compenso del professionista.
L'Agenzia delle Entrate non richiede il deposito dei documenti al momento della presentazione del 730, ma è fondamentale conservarli per eventuali controlli futuri. Devi mantenere: l'estratto di mutuo fornito dall'istituto di credito contenente gli interessi pagati nell'anno, il modello Unico ricevuto dalla banca al termine dell'anno fiscale (Certificazione Unica), gli estratti conto che dimostrano i pagamenti effettuati, il contratto di mutuo originale, e la documentazione relativa alle spese di istruttoria pratica detraibili se incluse. Conserva questi documenti per almeno 5 anni, termine di prescrizione entro il quale l'Agenzia può effettuare verifiche. È buona pratica creare una copia digitale scansionata di tutti gli originali e mantenerli in ordine cronologico.
Sì, se hai commesso errori o omissioni nel 730 già inviato, puoi presentare un modello 730 integrativo entro il termine di decadenza di 5 anni dall'anno d'imposta. Se l'errore riguarda detrazioni insufficienti per il mutuo, l'integrazione ti permette di recuperare le somme dovute dallo Stato. Se invece hai detratto importi errati o superiori a quelli spettanti, sei obbligato a correggere per evitare sanzioni. La presentazione della dichiarazione integrativa deve avvenire con le stesse modalità della dichiarazione originaria. Nel caso di verifiche dell'Agenzia delle Entrate, la correzione spontanea tempestiva può ridurre significativamente le sanzioni applicabili. Per il 2026, assicurati di consultare l'Agenzia delle Entrate in caso di dubbi prima dell'invio definitivo del modello.
Per il 2026, la detrazione degli interessi passivi sul mutuo rimane confermata al 19% della spesa sostenuta, senza variazioni rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, è importante monitorare gli eventuali cambiamenti normativi che il governo potrebbe introdurre con le manovre finanziarie. Il consiglio pratico per il 2026 è di richiedere tempestivamente alla tua banca l'estratto di mutuo certificato entro gennaio 2027, contiene gli interessi pagati nell'anno precedente. Presenta il 730 entro i termini fissati dall'Agenzia delle Entrate (solitamente entro il 30 giugno), indicando correttamente tutti gli importi nel Quadro E. Se hai dubbi sulla compilazione o sulla percentuale di detrazione spettante in caso di cointestazione del mutuo, consulta un professionista abilitato o il servizio di assistenza dell'Agenzia delle Entrate prima di inviare la dichiarazione, per evitare errori che potrebbero comportare controlli successivi.
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